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Il 34 % dei nuclei familiari aventi diritto non chiede gli aiuti: perché, e cosa funziona

7 ottobre 2026 · 6 min

Perché il 34 % dei nuclei familiari aventi diritto non chiede gli aiuti, e cosa funziona

In Francia, circa il 34 % dei nuclei familiari aventi diritto al RSA non lo chiede, in media ogni trimestre (DREES, 2022). Alla fine del 2021, la quota di nuclei aventi diritto che non lo percepivano restava stimata tra il 33 % e il 37 % (DREES, 2026). Germania e Belgio mostrano tassi dello stesso ordine. Gli esperimenti sul campo hanno stabilito un ordine di priorità: gli interventi che alleggeriscono le procedure fanno crescere il ricorso effettivo di 8,31 punti percentuali in media, quelli che diffondono informazione di 3,39 punti (Bendtsen, 2026). Un appuntamento con un assistente sociale aumenta il ricorso del 29 % (Castell e altri, 2025).

Un terzo dei nuclei familiari aventi diritto al RSA resta fuori

Il dato di riferimento viene da un lavoro metodologico della DREES pubblicato in febbraio 2022: in media, il 34 % dei nuclei familiari aventi diritto al RSA non deposita alcuna domanda in un trimestre, e il 20 % resta in questa situazione per tre trimestri consecutivi (Hannafi, Le Gall, Omalek e Marc, DREES, 2022). Una parte del mancato ricorso è quindi transitoria, e alcune persone finiscono per percepire la prestazione qualche mese dopo.

La misura è stata ripetuta nel tempo. Alla fine del 2021, tra il 33 % e il 37 % dei nuclei familiari aventi diritto al RSA non lo percepivano, ossia circa 560 000 nuclei che riuniscono quasi un milione di persone (DREES, Études et Résultats n. 1370, maggio 2026). Per il 41 % di essi, l’importo non percepito raggiungeva 400 euro o più al mese e per unità di consumo. Questi nuclei hanno in media un profilo meno svantaggiato rispetto agli assegnatari: più spesso proprietari della casa in cui vivono, più spesso diplomati (DREES, maggio 2026).

Anche altri Paesi europei conoscono lo stesso fenomeno. Il rapporto che la DREES e l’Odenore hanno dedicato nel 2022 al mancato ricorso in cinque Paesi rileva un tasso elevato in Germania, dell’ordine del 56 % per l’ALG-II, il reddito minimo dei disoccupati, nel periodo 2005-2014 (Harnisch, 2019). Per il Belgio cita una stima del 62 % nel 2005 per il reddito di integrazione sociale (Bouckaert e Schokkaert, 2011), invitando alla prudenza sui metodi di misura (Marc, Portela e altri, DREES, 2022).

Due ostacoli documentati: l’informazione e il costo delle procedure

Le sintesi recenti distinguono due tipi di freni. Non sapere di averne diritto riguarda l’informazione; compilare moduli e raccogliere giustificativi riguarda il costo delle procedure (Bendtsen, 2026; Daigneault e altri, 2025). Anche la stigmatizzazione associata alle prestazioni è spesso citata; un esperimento francese ha testato lettere destinate ad attenuarla, senza alcun effetto aggiuntivo rilevabile sul ricorso (Castell e altri, 2025).

La revisione sistematica di Daigneault e altri (2025) ha passato al setaccio 93 interventi tratti da 35 studi sul campo pubblicati in quasi vent’anni. L’inventario fa emergere due tipi di intervento: l’informazione personalizzata e l’aiuto concreto a costruire la domanda. Il corpus resta in maggioranza americano, e gli autori invitano a testare interventi più semplici fuori dagli Stati Uniti.

Sulla domanda di quale ostacolo pesi di più, gli esperimenti francesi offrono una risposta raramente disponibile: i costi di transazione, il tempo e gli sforzi che una domanda richiede, costituiscono il freno principale (Castell e altri, 2025).

Ridurre le esigenze amministrative: +8,31 punti

La meta-analisi più completa sulla questione riunisce 51 esperimenti sul campo e 187 dimensioni dell’effetto (Bendtsen, Journal of Policy Analysis and Management, marzo 2026). Gli interventi che riducono gli obblighi di conformità, semplificando i moduli o aiutando a compilarli, fanno crescere il ricorso effettivo di 8,31 punti percentuali in media. Quelli che si limitano a diffondere informazione ottengono 3,39 punti.

Un secondo risultato conta per leggere le valutazioni: gli effetti misurati allo stadio del deposito della domanda sono circa due volte più grandi di quelli misurati all’erogazione finale (Bendtsen, 2026).

L’autore ha ristimato i suoi risultati a giugno 2026 su un insieme allargato a 66 esperimenti. Il vantaggio degli interventi che alleggeriscono le procedure tiene, con effetti medi più deboli (Bendtsen, aggiornamento di giugno 2026).

L’appuntamento con un assistente sociale: +29 %

La misura più eloquente viene da due esperimenti nazionali condotti in Francia con disoccupati, su una popolazione totale di 100 000 persone, metà delle quali riceveva l’intervento (Castell e altri, American Economic Journal: Economic Policy, 2025).

Nel primo, 30 000 persone sono state invitate a un appuntamento di un’ora con un assistente sociale per passare in rassegna la loro ammissibilità a quindici prestazioni. Per quelle gestite dal ramo famiglia, la domanda poteva essere avviata sul posto, durante l’appuntamento. Si sono tenuti circa 6 000 appuntamenti, il 21 % degli invitati. L’invito fa crescere il ricorso del 7 %; per le persone che si presentano effettivamente, l’effetto stimato raggiunge +29 % (Castell e altri, 2025).

L’effetto si concentra sulle prestazioni che l’assistente sociale poteva aiutare a chiedere durante l’appuntamento: +44 % per le integrazioni di reddito, +21 % per gli aiuti familiari e per la casa. Per la copertura sanitaria, gestita da un’altra rete, non appare alcun effetto, il che orienta la spiegazione verso il costo delle procedure (Castell e altri, 2025).

Le persone che guadagnerebbero di più dall’appuntamento sono anche quelle che si presentano meno: gli autori vi vedono la traccia degli stessi costi di transazione, che frenano anche la richiesta di aiuto (Castell e altri, 2025).

Il posto del simulatore: mostrare il diritto

Il secondo esperimento ha testato la sola informazione. Un’email inviata a 40 000 disoccupati rimandava a un simulatore che calcolava i loro diritti personali. Ha suscitato interesse: il 67 % dei destinatari ha cliccato, e il 18 % ha realizzato subito una simulazione. Il ricorso effettivo è rimasto senza movimento rilevabile nei mesi successivi (Castell e altri, 2025).

Un simulatore mostra il diritto ed elenca i documenti da raccogliere. Per gli autori, l’attrito si trova al momento della procedura: una volta depositate, le domande vanno a buon fine in circa il 90 % dei casi (Castell e altri, 2025).

Dove trovare un accompagnamento umano

Per farsi aiutare su una pratica, in Francia esistono due reti di prossimità: i centri comunali di azione sociale aiutano a costituire le domande, e gli assistenti sociali delle casse degli assegni familiari fanno questo lavoro per le prestazioni che erogano (service-public.gouv.fr).

Per la disabilità, le maisons départementales des personnes handicapées (MDPH) accompagnano le domande e valutano le situazioni (service-public.gouv.fr). Per il RSA, una domanda può anche essere depositata presso un’associazione abilitata dal dipartimento (service-public.gouv.fr).

Il cantiere pubblico della « solidarité à la source » segue la stessa logica della meta-analisi: pre-compilare le dichiarazioni trimestrali di reddito degli assegnatari del RSA e della prime d’activité, più di 6 milioni di persone, a partire dai dati già noti all’amministrazione (solidarites.gouv.fr).

Aida si colloca nella prima tappa, quella della simulazione: mostrare il diritto e preparare i documenti. L’applicazione fa luce e guida; il ruolo decisivo resta all’accompagnamento umano, il cui effetto misurato all’appuntamento raggiunge +29 % (Castell e altri, 2025).

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